Al Granaio, scelta di cuore per un ristorante di campagna
Dalla laguna alla campagna, il progetto di una famiglia che ha scelto di custodire un luogo e valorizzarne i sapori.
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Sede: via Tiel, 24 – 33059 Fiumicello Villa Vicentina (UD)
Tel 339 72 588 94
email algranaiobio@gmail.com
sito: www.algranaiobio.net
contributo fotografico Foto Nadia
Come può un veneziano nato in mezzo al mare cercare un angolo di campagna, come scelta di vita? La risposta che ti dà Marco Marsoni è di una disarmante semplicità. “Perché è stata prima di tutto una scelta di cuore…”. E deve esser battuto forte a lui e a sua moglie Romina, quando hanno visto in mezzo ai prati di San Lorenzo, località della contea di Fiumicello, quell’ex convento di suore diventato, dopo un’amorevole operazione di recupero, il ristorante Al Granaio. Un “ristorante di campagna”, accattivante definizione che trasuda amore: per il luogo e la pace che trasmette questo posto, tra le coltivazioni di quelle pesche che sono da secoli il primo tesoro di una pianura che odora il profumo di un mare che scorgi ad un tiro di schioppo. Dal giardino vedi infatti il campanile della basilica romana di Aquileia. Già, perché sarebbe dovuta essere proprio quella la destinazione scelta da Marco e sua moglie, (gradese di nascita, conosciuta appunto sull’isola d’oro) quando la decisione di trasferire il ristorante dal centro della località turistica per cercare un posto più tranquillo era ormai presa. “Ma ad Aquileia non avevamo trovato nulla che ci facesse veramente battere il cuore, come quando ci siamo imbattuti in quella che ci dissero era stata forse la costruzione più vecchia di Fiumisel…”.
Un vecchio convento, una costruzione bassa, con stalla e granaio affacciato sul suggestivo paesaggio del Tiel, storico corso d’acqua strettamente legato all’identità del territorio: secondo gli studi toponomastici infatti il nome Fiumicello deriverebbe dal latino e sarebbe riconducibile proprio a questo antico corso d’acqua, che nei secoli ha contribuito a modellare il paesaggio e la vita della comunità.



Oggi dietro Al Granaio, c’è anche la casa della famiglia Marsoni, moglie marito, tre figli: per ora solo la femmina dei tre eredi aiuta la mamma in cucina. Mamma e moglie che – sono parole di Marco – è la vera “forza” di un ristorante che vive in piena sintonia col luogo dove sorge.
“Cercavamo un posto che dettasse anche i ritmi di un’ospitalità più lenta rispetto ai tempi imposti dal turismo. Ai nostri clienti oltre ai prodotti della terra – in una nostra cortissima filiera – vogliamo offrire il piacere di un pasto lento, dove anche la vista del paesaggio che ci circonda può donare il piacere di una sosta e di una visita”.



Ecco perché prima di essere un ristorante di pesce (le origini non vanno tradite!) o di carne (la trovate di grande qualità), Al Granaio si mangia seguendo il corso delle stagioni, gustando quanto ti regala la terra nel corso dell’anno. E allora a Marco non possiamo che chiedere di scegliere un solo piatto per ogni stagione.
Sorride con un pò di imbarazzo, ma sta al gioco. “In estate vi propongo allora il nostro flan alle melanzane di Fiumicello in due consistenze, con crema di pomodoro croccante al parmigiano, datterino gialli e basilico fresco. Per l’autunno un piatto povero ma squisito come il Toc in Braide, mentre per l’inverno non può mancare il Boreto alla gradese e la primavera è fuori di dubbio la stagione degli asparagi, che cuciniamo a bassa temperatura…”
Acquolina in bocca? Comprensibile. Se poi andiamo a sbirciare l’eccezionale offerta di etichette del vino esposto nelle varie sale all’interno del Granaio, ecco spiegato il successo di un ristorante che in poco meno di dieci anni di vita ha già conquistato un invidiabile portafoglio clienti.
“La cosa che più ci riempie d’orgoglio – aggiungono i coniugi Marsoni – è che sono in molti che vengono a trovarci con continuità affiancando ospiti che ci scoprono con la prima visita. E poi c’è la fedeltà della clientela tedesca, che dalla vicina Grado in pochi minuti si tuffa nella calma della campagna…”. E proprio per quella clientela che ha recepito il messaggio lanciato dai Marsoni, i titolari del Granaio hanno in serbo una sorpresa che nei prossimi mesi non mancherà di raccogliere ulteriore consenso. Una zona del ristorante si trasformerà in un piccolo spaccio dove acquistare cibo e vini frutto di questa terrà, con la possibilità di degustare in loco i prodotti, magari dopo un corso di cucina, ultimissimo progetto di un team che conta una dozzina di affiatati dipendenti.



Non possiamo allora che chiedere a questo punto quale sia stato il ruolo della nostra banca in questi anni, anche per giustificare la scelta che Ideale ha fatto con questa visita. “Risponderò in modo diretto – scandisce Marco – senza troppi giri di parole. BCC Venezia Giulia è stata semplicemente fondamentale in questa nostra avventura: perché ha capito il progetto e lo ha subito sposato con convinzione. Non è stato un percorso facile, perché impegnativo, soprattutto nell’opera di recupero e ristrutturazione di un edificio sorto nel 1650. E averlo restituito conservandone i tratti che lo hanno caratterizzato nei secoli è stato per noi motivo di grande orgoglio e comprensibile soddisfazione”.







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