In volo da Ronchi
Ideale ha incontrato Fabio Gallo, nuovo Amministratore Delegato di Trieste Airport
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Indirizzo: Via Aquileia, 46, 34077 Ronchi dei Legionari GO
contributo fotografico Foto Nadia
Dal gennaio di quest’anno è il nuovo Amministratore Delegato di Trieste Airport, l’aeroporto regionale di Ronchi dei Legionari. Intervista a Fabio Gallo, originario di Novara, 44 anni, sposato, un figlio piccolo ed una famiglia rimasta in Piemonte, che raggiunge quando può nei fine settimana. Arriva da Alghero dove ha guidato uno scalo aeroportuale di grande traffico, soprattutto turistico. Laureato in economia aziendale, a Ronchi trova uno scalo in forte espansione che nel giro di qualche anno è passato dal mezzo milione a quasi un milione e 700 mila presenze ed ha già nel mirino i due milioni di passeggeri, che conta di toccare entro un paio d’anni. Idee chiare, progetti sulla carta e novità già ben visibili con un’area parcheggi ampliata ed un piano di ristrutturazione che rivoluzionerà anche l’interno dello scalo nel giro di un anno. IDEALE lo ha incontrato perché nel racconto di questa fetta di Venezia Giulia, l’aeroporto di Ronchi dei Legionari assume un ruolo strategico di primo piano nell’economia dell’intera nostra regione.
Non possiamo che partire dal complicato momento storico che stiamo vivendo, con conflitti che minano letteralmente la possibilità di spostarsi e rischiano di compromettere se non paralizzare il traffico aereo…
“E’ evidente che questa al momento è la prima nostra preoccupazione che seguiamo con la dovuta attenzione in un contesto che cambia di giorno in giorno. Ma a prescindere da come evolveranno le guerre in atto su vari fronti, questa è una crisi destinata a protrarsi nel tempo e a stravolgere inevitabilmente gli equilibri che avevamo raggiunto. Ma, come accaduto dopo gli anni del Covid, questa fase potrebbe avere risvolti anche positivi restringendo il raggio d’azione di molti flussi di traffico, finendo paradossalmente col favorire uno scalo regionale come il nostro. Comunque è fuori di dubbio che poi resta il nodo del prezzo del carburante e delle scorte che avremo o meno qualora la crisi fatichi ad essere superata”.
“Abbiamo trovato uno scalo in grande crescita e tra un paio d’anno sarà ancora più bello.”
Che aeroporto ha trovato qui in Friuli Venezia Giulia?
“Uno scalo efficiente ed in grande crescita. Fondamentale per quest’area, sia nel traffico business che in quello turistico. L’anno scorso lo scalo è cresciuto percentualmente in maniera importante tanto da essere nella top-five delle crescite europee. Adesso entriamo in un periodo di consolidamento che non vuol dire non migliorare, anche se si assottiglia la percentuale di crescita: quest’anno contiamo di arrivare ad un milione e 800 mila passeggeri e vediamo all’orizzonte i due milioni, magari nei prossimi due anni”.


Qual è allora la vostra mission, al di là dei freddi numeri?
“Adesso ci servono un paio d’anni per riorganizzarci, puntando ad efficienza e sostenibilità per portare un numero sempre maggiore di visitatori in questa regione”.
Significa che il traffico turistico resta centrale in questo processo di ulteriore crescita?
“Certo, anche perché la crescita del traffico business ha un inevitabile blocco e cresce in maniera più lenta. Col turismo invece abbiamo le armi giuste, essendo questo un polo intermodale che può accogliere e spostare il visitatore anche verso altre località a noi vicine. Aggiungo poi che un nostro preciso obiettivo è veder crescere la qualità di questo scalo, che deve essere percepita dal visitatore che arriva in aeroporto. Basti pensare che alla fine di una vacanza, una delle cose che resta più impressa nel turista è proprio la qualità e l’efficienza che ha trovato nello scalo che ha usato per i suoi spostamenti. Siamo a un’ora di macchina da un hub di rilevanza internazionale come l’aeroporto di Venezia. Dobbiamo allora cercare, nel nostro piccolo, di offrire la stessa qualità con servizi simili, ma ad un prezzo decisamente più contenuto. In poche parole, far trovare al visitatore uno scalo più facile dove incontrerà meno file e anche un parcheggio più agevole, oltre a connessioni più efficienti”.
Eccola, la parola magica allora: connessione. Ferrovia, autostrada, anche con piste ciclabili che portano verso il mare o la montagna…
“Credo di poter dire, dopo questi primi mesi di lavoro in questa regione, di aver trovato qui una visione strategica di lungo periodo. I lavori che sono stati fatti per garantire appunto una vera connessione intermodale guardano a cosa servirà nei prossimi decenni, non solo all’immediato”.
Quale ruolo recitano le compagnie aeree low-cost nella crescita del vostro traffico? Ad iniziare dal consolidato rapporto con Ryanair…
“E’ evidente che l’interesse di Ryanair per Ronchi è stato agevolato dall’intervento della Regione FVG che ha cancellato l’addizionale di spesa favorendo la scelta della compagnia irlandese e supportandone i costi. Ma noi dialoghiamo anche con altre compagnie low-cost e non solo, per moltiplicare offerte e nuove destinazioni. Intanto Ryanair ha confermato per quest’anno tutte le destinazioni dell’anno passato, incrementando anche il numero di frequenze, con un contratto che arriva fino al 2028. Ma stiamo cercando di allargare il nostro raggio d’azione, anche con altre compagnie aeree, per raggiungere importanti città come ad esempio Madrid, Barcellona, piuttosto che Amsterdam…”
Nel processo di crescita di Trieste Airport si inserisce poi un importante evento, fortemente sostenuto dal presidente della Regione, in programma nel mese di febbraio del 2027.
“E’ in programma dal 23 al 25 febbraio la 22ma edizione di Connect Aviation ed è uno dei più prestigiosi appuntamenti mondiali dedicati allo sviluppo delle rotte aeree. Pensate che ospiteremo quasi un migliaio di manager che rappresenteranno le principali compagnie aeree mondiali ed operatori turistici ai quali mostreremo cosa significa atterrare a Trieste. Un’iniziativa sposata da subito con un grande investimento dal presidente Fedriga, primo a credere sul turismo come fattore di crescita economica di questo territorio. E Trieste Airport vuole stare al passo ed essere un attore protagonista di questa crescita. Abbiamo un piano di investimenti particolarmente importante con un progetto che partirà dopo l’estate e che ridisegnerà totalmente anche l’interno del nostro scalo per migliorarne la fruibilità e la comodità per la nostra clientela”.
“Connessione, parola magica che è il valore aggiunto di Trieste Airport.”
Un piano di sviluppo che non può non interessare un istituto di credito come BCC Venezia Giulia, da anni vostro partner consolidato…
“Avere una BCC, cioè una banca del territorio è per noi fondamentale, anche e soprattutto per la possibilità di dialogare ed interfacciarsi di persona operando a stretto contatto. E devo dire che già in questi primi mesi di lavoro qui a Ronchi ho trovato grande attenzione e collaborazione. Proprio i progetti che Trieste Airport trasformerà in realtà nell’immediato futuro faranno sì che il nostro rapporto possa ulteriormente consolidarsi per quello sviluppo del territorio che so essere al primo posto nella missione di una banca di credito cooperativo come la vostra”.

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