Viaggio attraverso i vigneti, eccellenza del nostro territorio
Intervista con Michele Blazig, alla guida di una giovane squadra che promuove nel mondo una delle nostre principali risorse economiche.
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Sede: Piazza XXIV Maggio, 21, 34071 Cormons GO
Tel: +39 0481 630371
email: info@enotecadicormons.com
sito web: www.enotecadicormons.com
Enoteca di Cormons, ombelico del Collio
Con 1300 ettari di vigneti sui 7000 totali compresi tra lo Judrio e l’Isonzo, il Collio isontino rappresenta un microcosmo unico grazie ad un armonioso equilibrio tra boschi e colline, ma soprattutto tra uomo ed ambiente. Un autentico tesoro in una terra di confine, da sempre definita come crocevia di popoli, culture, lingue e tradizioni. Non solo parole, ma concreta realtà, testimoniata proprio nell’anno “borderless” che si sta concludendo: un 2025 almeno qui esempio di pace e fratellanza in un mondo che fatica a ritrovare tutto ciò.
Il viaggio di IDEALE nella terra del vino non può iniziare allora che dalla piazza principale di Cormons, dove ha sede l’Enoteca, autentica “casa” per una trentina di produttori che espongono nello spazio, modernamente ridisegnato con grande eleganza, le più importanti etichette dei pregiati vini che si producono in questo territorio. Presidente dell’Enoteca di Cormons è Michele Blazic, anima e motore di una giovane squadra che rappresenta un’intera comunità, capace di far crescere il Collio come “brand” mondiale. E al centro di questo mondo, gli chiediamo – dopo aver assaggiato uno dei gioielli prodotti dalla sua azienda – c’è allora proprio l’Enoteca di Cormons?
La nostra Enoteca si allargherà all’intera provincia isontina



“Preferisco dire che c’è tutta la provincia di Gorizia, nonostante al momento siamo ancora e soltanto l’enoteca di questa cittadina; ma la nostra definizione si allargherà molto presto all’intera provincia isontina. Perché partiamo da quello che tutti riconoscono come il cuore del Collio. Cormons appunto”.
Una precisazione non da poco …
“Significa partire da qui per allargarci a tutta la comunità del Collio, progetto di grande lungimiranza che raggruppa appunto tutti i comuni della zona. Diciamo che oggi il cuore del Collio, la nostra Cormons, fa un importante passo in avanti per la promozione e la valorizzazione dei nostri vini. Con una strategia di marketing sempre più importante, che aiuterà tutti i nostri produttori”.





In programma serate a tema con degustazioni all’esterno
C’è quindi un business plan già ben avviato…
“Certamente. E se il punto di partenza, anche e soprattutto a livello turistico rimarrà la nostra enoteca, il progetto è quello di coinvolgere attraverso itinerari e visite guidate tutti i soggetti coinvolti per un’offerta completa. Lo sottolineo: non ci sono solamente i vini, ma anche un’offerta gastronomica di assoluta qualità, che in questo caso non si limiterà solo all’isontino ma comprenderà tutto il Friuli Venezia Giulia, dai monti al mare. Dai formaggi ai salumi, i presidi slow food non mancano, con un comune denominatore che deve essere la qualità”!
Mantenendo strette collaborazioni con molte altre associazioni…
“Lo stiamo facendo ed incrementando, ovviamente anche a livello nazionale. Penso alle associazioni che raggruppano sommelier ed assaggiatori di vino. Abbiamo in programma di andare noi fisicamente a fare degustazioni in serate mirate, al momento concentrate sul nord e centro Italia. Lavoreremo soprattutto sui corsi di formazione, dove manderemo nostro personale ad illustrare le peculiarità del territorio”.
Gli attori sono sempre più spesso giovani produttori. Significa maggiore energia portata in un lavoro sempre più complesso?
“Direi proprio di sì ed un esempio arriva dalla rinnovata sinergia con il Consorzio Collio ed il suo nuovo presidente”.
E poi ci deve essere anche particolare attenzione al mercato rivolto all’estero…
“Sempre più importante. Uno dei nostri progetti partirà proprio questo inverno con tutta una serie di degustazioni mirate nei paesi europei. Abbiamo sempre avuto grande successo in Austria e Germania, ma adesso allargheremo significativamente il nostro raggio d’azione”.

Determinante nella crescita il ruolo di BCC Venezia Giulia
Una crescita la vostra che va di pari passo con un rapporto sempre più stretto con BCC Venezia Giulia. E qui Michele Blazig confessa che non si deve certo sforzare per spendere un sincero ringraziamento alla banca. “Negli anni si è consolidato con rapporto che va al di là dell’aspetto economico. Con i vertici di BCC c’è stima e amicizia, ma anche e soprattutto con chi lavora nelle filiali a noi più vicine. Sono stati da sempre vicini alla nostra cooperativa, non solo con le necessarie agevolazioni, ma aggiungo costruendo un rapporto umano che nel nostro lavoro è quanto mai necessario sino ad arrivare ad una vera e propria amicizia, che ci sprona a continuare nella strada che abbiamo intrapreso assieme”.
E poi ci sono altri partner istituzionali che hanno avuto e continuano ad avere un ruolo fondamentale.
“Ne cito solo alcuni, perché mi pare doveroso: Regione Friuli Venezia Giulia, Camera di Commercio FVG e Comune di Cormons”.
Vogliamo riservare la seconda parte di questa chiacchierata ad un tema che ci piace dibattere con chi attivamente promuove un prodotto così strategico per la vita della nostra regione. Parliamo della “cultura del vino” rapportata soprattutto al pubblico più giovane. Siete consapevoli dell’importante ruolo che potete avere nel promuovere un giusto approccio del pubblico più giovane a questo mondo?
Sviluppare la giusta cultura del vino nell’approccio con i giovani
“Parto da qui: tutte le generazioni sono state giovani. Tutti quanti noi ci siamo avvicinati al vino in modo diverso. Perché banalmente cambiano i tempi, lo sappiamo. I giovani di oggi sono bombardati dalla promozione di svariati altri prodotti, ad iniziare dai superalcolici. Bene, da un pò di tempo, assieme ai miei collaboratori stiamo osservando dei cambiamenti nei giovani che si avvicinano al vino. Nelle degustazioni non si chiede solo di sapere che tipo di vino si beve e quali sono le sue caratteristiche. Ora i giovani vogliono sapere come e con cosa abbinarlo. E mi riferisco non solo a piatti del nostro territorio. Ecco, in futuro saper sposare i nostri prodotti col cibo di altre culture e cucine potrà rappresentare la strada giusta per andare oltre uno spritz, un cocktail o una birra, che al momento monopolizzano o quasi le scelte di molti ragazzi”.
Esportazione e dazi. Come vi state difendendo?
“Le nostre aziende mediamente esportano attorno al cinquanta per cento, in svariati paesi. I dazi americani stanno provocando danni sensibili, soprattutto alle aziende più grandi. Quelle più piccole, come molte di quelle a carattere diciamo familiare che caratterizzano il Collio, hanno certamente subito qualche contraccolpo, ma al tempo stesso abbiamo notato come la qualità resti un valore aggiunto, sempre apprezzato. Che aiuta a vincere questa battaglia. Aggiungo una volta di più che dobbiamo insistere sulla qualità, venduta al giusto prezzo. Insistendo magari sui nostri vitigni, a scapito magari di vini cosiddetti internazionali”.
Chiudiamo con un si o con un no. Vino no-alcol : è una moda o può essere qualcosa di più, in futuro?
“Sono contrario, ma solo al nome. Non lo chiamerei vino…”
E come allora…?
“Anche se mi accorgo che può sembrare tecnicamente non corretto: direi… succo d’uva”.
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