Calicanto, lo sport integrato che trasforma la fragilità in risorsa

L’associazione Calicanto promuove l’inclusione di persone abili e disabili attraverso sport, musica e lavoro, dimostrando come la fragilità possa diventare una risorsa in un contesto solidale e integrato.

22 Dicembre 2025 di Francesca Schillaci
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Sede:  Via Cicerone, 10 – 34133 Trieste (TS)
Tel: +39 327 0190311
email: info@calicantosportintegrato.org
sito web: calicantosportintegrato.org


L’idea di inclusione è ormai radicata nel linguaggio comune, come se le diversità e le fragilità fossero un concetto esistente solo nella nostra società contemporanea. Ma non è così: sono sempre esistite e la differenza con il passato rispetto al nostro presente è che un tempo non venivano considerate con lo stesso metro di valore di qualunque altra forma di esistenza. Ci sono delle eccezioni, però, che hanno contribuito in modo determinante a permettere proprio al nostro presente di poter lavorare concretamente sull’inclusione e l’integrazione delle persone diversamente abili e nell’accoglienza delle fragilità, mettendo in luce le innumerevoli potenzialità che ogni persona ha da offrire, soprattutto se inserita in un contesto solidale e socialmente consapevole.

È il caso dell’associazione sportiva dilettantistica Calicanto di Trieste, fondata e diretta da Elena Gianello nel 2001 con l’obiettivo di unire e valorizzare l’incontro dei bambini, dei ragazzi e degli adulti attraverso lo sport, la musica e il lavoro.

Già negli anni Novanta, Gianello aveva esperito in prima persona le difficoltà dell’inclusione nel mondo della scuola e come insegnante di sostegno si era battuta per introdurre già nell’ambito scolastico attività sportive che coinvolgessero nella stessa palestra studenti abili e studenti disabili. In seguito, alcuni ragazzi, arrivati alla fine dei cinque anni di scuola, hanno iniziato a chiedersi dove avrebbero potuto continuare a fare sport in contesti non discriminanti, praticamente inesistenti al di fuori dell’ambito scolastico gestito da Gianello. Nasce così l’associazione Calicanto che, inoltre, prende il nome da un antico arbusto sempre verde, che ha la particolarità di non andare in letargo durante l’inverno, ma al contrario, di fiorire proprio quando la maggior parte delle piante smette di farlo: una metafora, questa, che mostra quanta resistenza possa esistere dentro la delicatezza. Pallavolo, pallanuoto, pallacanestro e nuoto sono solo alcuni degli sport proposti dall’associazione che nei suoi venticinque anni di vita ha diffuso per prima l’idea di “Sport integrato”, mettendo a disposizione attrezzature e ambienti atti ad accogliere persone abili e disabili con l’obiettivo di lavorare insieme in un progetto di convivenza civile che si è in seguito diffuso in tutta Italia fino all’estero.

L’associazione Calicanto prende il nome da un antico arbusto sempre verde, che ha la particolarità di non andare in letargo durante l’inverno, ma al contrario, di fiorire proprio quando la maggior parte delle piante smette di farlo: una metafora, questa, che mostra quanta resistenza possa esistere dentro la delicatezza.

“Negli anni Novanta – spiega Gianello – la legge 104 era da poco stata inserita nell’ambito scolastico, ma ci sono voluti anni perché venisse realmente messa in atto senza creare stigmi e discriminazioni. Mi sono battuta sempre per portare alla luce la straordinaria bellezza che emerge dall’unione dei talenti di chi è abile e di chi è disabile, notando molto spesso che i ragazzi con fragilità sono molto più abili e potenziavano gli altri ragazzi, i quali, grazie a loro, hanno sviluppato e diffuso il senso della solidarietà e del sostegno reciproco in ogni gesto. È sempre stato questo il mio obiettivo e continua ad esserlo.”

E se lo sport è per eccellenza l’arte del movimento, la musica è la sorella che lo accompagna nell’espressione della bellezza. In questa direzione infatti l’associazione ha creato anche “Calicanto band”, realtà che permette di fare esperienza di un’altra forma di movimento nella gestione di uno strumento musicale e del suo apprendimento.

“La sede principale ce l’abbiamo a Trieste, – continua Gianello – ma operiamo anche a Monfalcone. Per riuscire a realizzare alcuni dei nostri progetti all’interno delle palestre è stato fondamentale il sostegno della Banca di Credito Cooperativo che ci accompagna da anni e che si è sempre distinta per un’importante attenzione verso le diversità e l’essere umano nella sua interezza. Non è affatto una cosa scontata”.  

Tra i vari progetti che continuano a crescere nell’animo di Calicanto c’è anche “Work in progress” e “Work experience” che si occupano dell’inserimento lavorativo dei propri ragazzi all’interno di grandi aziende della nostra regione con una guida attenta da parte dell’associazione all’educazione e all’accoglienza nel luogo di lavoro. Se un tempo, dunque, le diversità erano considerate un peso per la società, oggi finalmente sono vissute e riconosciute come delle potenti risorse al pari, o spesso superiori, a tutte le altre persone, grazie al lavoro assiduo di realtà come Calicanto che ha fatto dei confini sociali e culturali asticelle da saltare per imparare a correre tutti insieme.


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