Lega Navale, da oltre un secolo un rapporto d'amore con il mare

16 Dicembre 2022
di Giovanni Marzini

Lega Navale, da oltre un secolo un rapporto d'amore con il mare

L’aiuto della nostra banca ad un sodalizio che opera con finalità sociali ed un’attenzione particolare ai soggetti più fragili.

Bcc Lega Navale

Più di cent’anni di vita, 125 per la precisione (appena festeggiati), ma non li dimostra affatto. Anzi, per le finalità e le visioni che guardano al domani, la Lega Navale Italiana è un’associazione assolutamente moderna. Ideale ha visitato la sezione monfalconese e nella rinnovata sede ha incontrato il suo presidente, l’avvocato Francesco de Savorgnani, 57 anni, che dal 2021 guida il sodalizio.
Poco meno di 600 soci, ma ben 260 imbarcazioni infilate tra i pontili sui quali affaccia la palazzina che ancora profuma di nuovo: questo il patrimonio di un’associazione che è molto di più che uno yacht club, anche se trova nel mare la sua ragione d’essere.
“La Lega Navale nasce in Italia con le sue diramazioni territoriali per divulgare la cultura del mare coniugandola con il pieno rispetto dell’ambiente, marino e non solo”. Sono le prime parole del presidente che lavora nel suo studio legale di Udine, risiede sul Collio isontino, ma da sempre ha uno stretto legame ed un profondo amore per il mare. Una passione che ha deciso di manifestare dedicando tutto o quasi il suo tempo libero in questa coraggiosa forma di volontariato.

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Cultura del mare e tanta attenzione al sociale.

“Siamo una società sportiva, che brilla dal punto di vista agonistico con importanti performance anche a livello nazionale, nella vela, piuttosto che nella pesca sportiva. Ma al primo posto preferirei indicare le finalità sociali delle nostre iniziative. Come quelle orientate verso il mondo della disabilità, per agevolare la pratica sportiva anche ai portatori di handicap”.

Un primo esempio?
“L’attività con gli HANSA 303, piccole derive con a bordo un disabile ed un normodotato, che gareggiano in coppia. In una disciplina come questa –precisa Savorgnan– la nostra società ha già colto titoli anche a livello nazionale”.

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E poi c’è quel fiore all’occhiello che è diventata l’attività di una squadra tutta al femminile chiamata Maldobrie.
“Sono un gruppo di signore veramente eccezionali. Nascono per iniziativa dell’ANDOS, che opera a sostegno delle donne operate al seno e praticano una disciplina figlia del canottaggio, a bordo di imbarcazioni denominate dragonboat. Sulla prua di queste canoe da venti posti c’è infatti la figura di una testa di drago, che ricorda la cultura cinese. Stiamo parlando di un’attività sportiva vera e propria, riconosciuta a livello internazionale. Solo nel nostro Paese ci sono almeno trenta società che praticano questo sport”.

Qualcosa di più ce lo racconta poi la portavoce del gruppo Piera Cellie assieme ad Alessandra Metti, che mostra orgogliosa le foto del team.
“Il dragonboat nasce come forma di riabilitazione psico-fisica, grazie all’intuizione di un medico americano che ha individuato nel movimento delle braccia fatte per manovrare i remi dell’imbarcazione la possibilità di favorire il drenaggio dei fluidi linfatici per le donne operate. Una sorta di massaggio che serve appunto a riattivare la circolazione linfatica”.

Tutto ciò è possibile anche grazie all’aiuto della BCC.

Una cura che è anche sport e divertimento, quindi
“Senza dubbio. Un aiuto fisico, ma anche psicologico che lavorando in gruppo raccoglie ottimi risultati. Anche nelle competizioni che ci vedono impegnate”.

Venti signore in questa maxi canoa, affiancate da timoniere e tamburino, con uno spirito combattivo a dispetto di carte d’identità che oscillano dai 35 ai 70 anni.
“Ma l’età non conta –ribadiscono Alessandra e Piera– lo testimonia lo spirito e quel pizzico di follia che ci accompagna. Non a caso abbiamo scelto un nome come Maldobrie…, che dice già tutto su di noi!”

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“Per questa, come per altre iniziative, non ultima il rinnovamento della nostra sede sociale –prosegue Savorgnan– dobbiamo per altro ringraziare la BCC di Staranzano e Villesse. Una Banca che lavora per il territorio e che da tempo ci è vicina, in prima fila anche per tutte le nostre iniziative che toccano il mondo della disabilità. Interventi concreti che ci consentono di proseguire e migliorarci costantemente nella nostra missione sociale, prima ancora che sportiva”.