Arte e disabilità: nello spettacolo “Dimmi cosa vuoi vedere” il teatro si “vede” alla radio

28 Maggio 2021
di Stefano Mattia Pribetti

Arte e disabilità: nello spettacolo “Dimmi cosa vuoi vedere” il teatro si “vede” alla radio

La versione radiofonica dello spettacolo “Earthbound ovvero le storie delle Camille”, andrà in onda sabato 5 giugno su Radio3.

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Un’esperienza teatrale raccontata e descritta in forma radiofonica, un’esperienza guidata da artisti con disabilità a seguito di un periodo che ha costretto tutti a grandi limitazioni, tra cui l’assenza del teatro dal vivo. Si tratta dello spettacolo radiofonico “Dimmi cosa vuoi vedere”, la versione “audiodescritta” dello spettacolo “Earthbound ovvero le storie delle Camille”, il nuovo lavoro di Marta Cuscunà, che andrà in onda sabato 5 giugno alle 20 nel programma Il Teatro di Radio3 dopo il debutto al Teatro Storchi di Modena il 25 maggio. Un progetto sostenuto con convinzione anche dalla BCC di Staranzano e Villesse. Si tratta di un monologo di fantascienza che esplora un futuro prossimo nel quale la manipolazione del genoma umano riporta la vita in aree del pianeta danneggiate dall'uomo.

La regista: “Un’esperienza originale, non il surrogato di uno spettacolo visuale. Ci siamo rivolti ad artisti che vivono quotidianamente la disabilità per la loro esperienza nel trovare canali di percezione alternativi.”

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La pièce teatrale sarà raccontata alla radio in un vero e proprio allestimento sonoro creato nell’ambito di un laboratorio di ricerca percettiva con l’associazione Al. Di. Qua. Artists - Alternative Disability Quality Artists e i suoi artisti Diana Anselmo, Giuseppe Comuniello, Aristide Rontini, Claudio Gaetani. “Ci siamo affidati ad artisti che nel loro quotidiano vivono la disabilità –ha spiegato la regista– e percepiscono le forme artistiche attraverso altri canali. Un progetto importante a livello italiano perché all’estero il mondo del teatro si è già interrogato sull’estetica dell’accessibilità e in Italia siamo indietro rispetto a questi argomenti. Quella radiofonica è una prospettiva perfetta perché tutti sono nella condizione del non vedere, e in base a questo offriremo un’esperienza originale, non un surrogato dello spettacolo ma un nuovo progetto fatto apposta per essere percepito in questa modalità”.