Dalla Brianza con amore

6 Marzo 2020
di Giovanni Marzini

Dalla Brianza con amore

Leo e Mirella Terraneo: la produttività e il lavoro legati ad un territorio diventato “casa loro”.

Dalla Brianza con amore

Il piacere e la gioia di incontrarli dopo tanto tempo è la sensazione dopo il primo saluto. In comune con Mirella e Leo Terraneo ci sono più di una passione: la prima è lo sport, il basket in particolare. Seduti ad uno dei tavoli della loro foresteria di Castelvecchio, azienda che sorge su una collina con vista a 360 gradi dall’Adriatico alle Prealpi, i ricordi di 40 anni di incroci sotto canestro si mescolano con un presente di produttività e lavoro legati ad un territorio diventato “casa loro”. Che semplicemente adorano, da quando Leo giovanissimo arrivò qui dalla Brianza e sposò Mirella. Lo si legge nei loro occhi, che hanno la stessa vivacità di trent’anni or sono quando il tifo che poteva dividerci finiva per poi sciogliersi nei brindisi del meraviglioso vino da loro prodotto. E allora partiamo proprio da lì ed è Mirella a tracciare la linea. “Mi chiedi cosa accomuna lo sport al buon vino? La pazienza di aspettare: che la natura sappia regalarti l’uva buona, che il campione abbia tempo di crescere e maturare”. E i Terraneo di pazienza e costanza ne hanno avute, non solo tra le vigne o attorno al parquet. Prendiamo come esempio quello che è oggi il loro core-business, la Miko, azienda leader per la realizzazione di una speciale microfibra (Dinamica il suo nome) con l’utilizzo di plastica da riciclo. Attenzione, non un’idea di pochi anni or sono. Qui parliamo di un progetto green ante litteram, quando la parola sostenibilità non trovava posto nel dizionario del linguaggio corrente. Un’ottantina di addetti lavorano nella zona industriale goriziana sotto l’attenta guida della prole Terraneo (Benedetta e l’ad Lorenzo). Un marchio mondiale se pensate ad esempio che nella globalizzazione dell’industria, per rivestire gli interni di un’automobile, un nome come Mercedes ancora oggi si rivolge a questa piccola azienda, orgoglio del nostro territorio. Il tutto è partito da un’intuizione di Leo, capace quasi cinquant’anni or sono di capire come da bottigliette di plastica usate si potessero realizzare rivestimenti in tessuti ecologici e indistruttibili. Oggi te lo racconta sorridendo, sotto lo sguardo di approvazione della consorte, che non esita a definire amorevolmente il marito come persona geniale. Non ha torto, ci permettiamo di aggiungere. Ma, il basket scusate, dove l’abbiamo lasciato…? Vien voglia di partire dalla fine, da quel maggio del 1998, quando l’ultima Gorizia con la presidenza Terraneo strappava la serie A/1 ai cugini triestini davanti a quasi seimila spettatori festanti. Sarebbe stato l’ultimo trionfo di una città che dalla storica palestra della Ginnastica Goriziana in poi aveva scritto pagine indelebili nella storia della pallacanestro italiana, con la firma di grandi campioni. Ma i Terraneo son stati capaci di non vivere solo di ricordi, trasferendo il loro amore per il basket dagli affollati parquet della massima serie a quelli non meno ricchi di passione che ospita la serie A del basket in carrozzina. Grazie a loro, atleti meno fortunati, ma non meno talentuosi delle acclamate star del nostro basket, disputano un campionato che a Gradisca è seguito con passione da un pubblico sempre numeroso.

Cosa accomuna lo sport al buon vino? La pazienza di aspettare.

È la storia di copertina che abbiamo scelto per questo numero di Ideale, come da copertina è la storia di Izet Sejmenovic, campione bosniaco di basket che la guerra civile yugoslava durante l’assedio di Sarajevo ha costretto a continuare a far canestro da una sedia a rotelle. Con un costante rispetto al passato: le medie di realizzazione son rimaste le stesse. Campione era Izet e campione rimane, leader di una squadra che sogna oggi la promozione per tornare in serie A/1. “Sono più di 20 anni che leghiamo il nome Castelvecchio al basket in carrozzina –aggiunge Mirella Terraneo– e il nostro entusiasmo è lo stesso del 1996, quando è iniziata quest’avventura…” Come dire, dal basket non siamo mai usciti. E quello che sostenete oggi –ci permettiamo di aggiungere– è forse ancor più bello, più significativo ed importante.

Anche se Leo, non nasconde che il suo cuore continuerà a battere sempre più forte per un altro sport: il ciclismo. “È stato così fin da bambino, quando l’Italia del dopoguerra si riversava ai bordi delle strade per applaudire quelli che erano, più che dei campioni, autentici eroi di quel tempo. Ho amato e amerò sempre la pallacanestro, ma al pari del mio grande amico Massimo Zanetti [n.d.r. patron della Virtus basket Bologna e di una squadra di ciclismo col marchio Segafredo] le due ruote resteranno per sempre l’amore della mia vita. Al pari del buon vino che produce su queste colline. Ed ecco sbucare come per incanto gli ultimi nati: uno spumante rosato e addirittura un vermouth. Quasi a voler confermare che il saper innovare, nel rispetto della tradizione e della natura, è una sorta di parola d’ordine per la famiglia Terraneo. Già, la natura, sorride Mirella raccontandoci della gioia che ancor oggi le procura l’orto che sorge dietro la loro casa a Gradisca. “Mettere in tavola frutta e verdura capaci di regalarci i sapori di una volta è per me una gioia senza pari. E non ci sono segreti, basta avere la pazienza di aspettare…”