Quel gran genio del nostro amico
Una scoperta matematica audace e rivoluzionaria fatta a 16 anni e Francesco Bulli diventa una star di giornali e tv.
Francesco Bulli, sedicenne monfalconese iscritto alla sezione ASA del Liceo Scientifico Buonarroti, è recentemente passato alla ribalta mondiale per una scoperta matematica che tutte le riviste del settore hanno definito audace e rivoluzionaria. Il giovane studente (la cui famiglia è da sempre legata alla BCC di Staranzano e Villesse…) ha introdotto un modo alternativo di calcolare l’area compresa fra un arco di parabola e una retta intersecante la parabola stessa, noto problema di geometria analitica. Ciò che colpisce è la sua capacità di anticipare addirittura il suo programma scolastico: con l’utilizzo del calcolo integrale, infatti, avrebbe potuto risolvere l’operazione in poco tempo, ma è un argomento che viene trattato negli ultimi anni di scuola superiore. Anche per questo in poche settimane la notizia della sua scoperta ha fatto letteralmente il giro del mondo, comparendo sulle maggiori testate di rilievo internazionale.
Eppure da bambino sognava e pensava un suo futuro nel calcio la sua grande passione. Ma poi scopre la matematica grazie alla professoressa Vicentini.
Da un punto di vista strettamente tecnico, Francesco non ha scoperto nulla di nuovo, ma è la semplicità della sua intuizione che ha catturato l’attenzione degli addetti ai lavori e dei media. C’è chi lo ha paragonato al matematico greco Archimede, un confronto che al ragazzo fa impressione. “Mi sembra un po’ eccessivo, stiamo parlando di uno dei matematici più importanti di tutti i tempi. Nel mio piccolo sono felice e orgoglioso di aver dato il mio contributo all’infinito e variegato mondo della matematica. È bello vedere che nel nostro paese ci sono tantissimi ragazzi che condividono questa passione per la ricerca, infatti nei giorni successivi alla pubblicazione della notizia ho ricevuto numerosi messaggi di congratulazioni da tutta Italia”. Quando era piccolo, Francesco non immaginava di poter avere tutta questa visibilità in campo matematico: “Da bambino immaginavo che il mio futuro sarebbe stato nel calcio, che è un’altra mia grande passione. Grazie alla scuola e ai miei insegnanti, ci tengo a ringraziare in particolare la professoressa Vicentini, ho scoperto passo dopo passo di essere attratto dalle materie scientifiche, che ci insegnano prima di tutto a ricercare in continuazione qualcosa di nuovo, perché c’è sempre un punto di vista diverso sulle cose. In questo campo in continua trasformazione, bisogna credere nelle proprie capacità di analisi e non dare mai nulla per scontato, ma provare e riprovare finché i conti non tornano.”