Donne vittime di violenza #mascherate non basta

23 Novembre 2021
di Redazione
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Donne vittime di violenza #mascherate non basta

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, un convegno a Staranzano propone tutta una serie di iniziative. L’impegno della nostra BCC nelle parole del direttore generale Gabriele Bellon.

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La violenza contro le donne, tema di drammatica attualità nel nostro Paese anche alla luce di dati che parlano di una recrudescenza quasi inarrestabile. Ed in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, l'Assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Staranzano propone una serie di iniziative volte ad una riflessione su questo tema, con una serie di iniziative culturali, artistiche e di approfondimento, per un’opera di sensibilizzazione contro la violenza. Attraverso diverse iniziative tra loro collegate in un'unica riflessione collettiva, #MASCHERATENONBASTA, giunto alla seconda edizione, vuole aprire gli occhi e togliere la maschera su quanto succede ogni giorno ai danni delle donne, anche al fine di aumentare la consapevolezza e la preparazione delle istituzioni e della cittadinanza per affrontare il problema.

Cos’è la violenza economica e quella domestica.

Durante l'appuntamento dedicato alla violenza economica tenutosi in Sala Delbianco c’è stato un interessante scambio di riflessioni sul tema della violenza finanziaria, molto sottostimato e taciuto, ma presente con costanza nell'ambito familiare. L'assessora alle pari opportunità del Comune di Staranzano Roberta Russi ha aperto i lavori ricordando la Convenzione di Istanbul (quella del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta alla violenza contro le donne e la violenza domestica) e ha ricordato che per mettere a disposizione delle donne sottoposte a violenza gli strumenti necessari per raggiungere la libertà è necessario consentire loro di compiere delle scelte. Di qui la necessità di avere a disposizione diversi strumenti. L'intervento della docente associata di Storia economica dell'Università di Trieste Loredana Paronitti ha posto poi l'accento sul rapporto della donna con il lavoro. Storicamente, infatti, il lavoro delle donne rimaneva sommerso è quindi non veniva di fatto riconosciuto. Ma le donne hanno sempre lavorato e contribuito alla crescita dell'economica del paese e della famiglia. L'indipendenza economica è fondamentale, oggi più che mai, poiché la crisi pandemica ha messo a dura prova anche l'equilibrio familiare e sono le donne che spesso scelgono di rinunciare al posto di lavoro per garantire l’equilibrio in famiglia. Un fenomeno questo che risulta essere di portata doppia in Italia, rispetto al resto dell'Europa.

Necessaria tutta una serie di collaborazioni sul territorio.

Il carico dei figli, dei nonni, dei lavori domestici, ovvero il peso degli accudimenti familiari è affidato quindi quasi sempre esclusivamente alle donne. E questo impedisce loro di rendersi indipendenti economicamente, come segnala Carmelina Calivà, presidente dell'Associazione Da donna a donna. Un fenomeno che si accentua quando in famiglia si vivono situazioni di violenza. Secondo i dati di accesso raccolti nei centri di ascolto antiviolenza, le donne non riconoscono la situazione di violenza a cui sono sottoposte. Lo fanno solo quando è nella fase più acuta. Il riconoscimento è invece un atto fondamentale ed il processo di identificazione impone la necessità di compiere atti di allontanamento e separazione che sono lenti e articolati: case protette, percorsi di indipendenza e sostegno che spesso lo Stato non agevola formalmente, anche se le leggi di tutela esistono. Ecco perché è necessario attivare una serie di collaborazioni con il territorio. Carmen Segon Direttrice CFP e Servizio Orientamento ENFAP FVG sottolinea la necessita di fornire alle donne strumenti di orientamento e di riconoscimento delle soft skill che consentano l'inserimento o il re-inserimento nel mondo del lavoro. Dello stesso parere anche Alida Franco, direttrice Confartigianato Isontino, che propone con la sua associazione una serie di collaborazioni di tirocinio con il mondo imprenditoriale che consente alle donne di lavorare e mettersi concretamente a confronto con il mondo del lavoro.

Il concreto impegno della BCC Staranzano e Villesse.

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A chiudere il tavolo di esposizione degli strumenti necessari, il Direttore della BCC di Staranzano e Villesse Gabriele Bellon che ricorda come nel solco della particolare attenzione che la Banca rivolge ai temi dello sviluppo economico e in un'ottica di sempre maggiore responsabilità sociale, c'è anche l'obiettivo di colmare la disparità di genere che, nel nostro Paese, continua ad aumentare. Quando si parla di violenza sulle donne si pensa prevalentemente alle forme di violenza fisica e psicologica. Quella economica viene invece ignorata o, comunque, considerata in subordine rispetto alle precedenti. Tra le cause che fanno sì che le donne siano le principali vittime di questa forma di violenza vi è il loro frequente basso interesse verso le tematiche economiche e finanziarie. Donne finanziariamente più consapevoli possono infatti affrontare meglio le sfide quotidiane legate alle scelte finanziarie ed essere più pronte a riconoscere e gestire eventuali abusi di tipo economico. Prima del Covid la banca realizzava percorsi di educazione finanziaria: brevi incontri con specialisti in un progetto definito "Capire l'economia". Con la pandemia, si è ovviamente dovuto modificare l'approccio, pertanto sono  stati realizzati dei piccoli video in cui vengono spiegati con parole semplici prodotti e servizi bancari. La BCC di Staranzano e Villesse ha realizzato anche un prodotto di conto corrente dedicato alle donne Conto ForWe creato a livello di gruppo bancario con un suo sito dedicato per mettere in evidenze le peculiarità di questo servizio. La BCC sostiene progetti di impresa al femminile, dando supporto a start up anche attraverso il Confidi e la Camera Commercio, ovvero attraverso l'erogazione di microcredito, uno strumento importante di inclusione finanziaria rivolto a chi non riesce ad accedere al credito tradizionale a causa di mancanza di garanzie reali oppure per insufficiente storico creditizio. Infine, il Direttore Bellon ha annunciato che è stato offerto un conto corrente all'associazione da donna a donna nel quale i cittadini e le cittadine potranno in base alle loro disponibilità e sensibilità fare delle donazioni. Nel chiedere aiuto, ha infine anticipato che quanto raccolto sarà destinato esclusivamente a sostenere i costi riferiti al sostegno di donne individuate dall'associazione oggetto.

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