Il Nido del Picchio

A Staranzano un laboratorio dove il legno diventa arte: tra artigianato artistico, sostenibilità e rete con il territorio

24 Marzo 2026 di Ivan Bianchi
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Sede: via Cesare Battisti 75 – Staranzano 34079 (GO)

email: ilnidodelpicchio21@gmail.com

cell: 3386131227

sito: www.ilnidodelpicchio.it


Si può ben dire che Simone Sgualdini, giovane imprenditore staranzanese, ha il «chiodo fisso per il legno». Il gioco di parole è chiaro ed è anche, con la stessa limpidezza artistica, il motto che ha scelto per la propria azienda.

Qui non si parla di una falegnameria nell’accezione tradizionale né di una industria: nel laboratorio di via Cesare Battisti qualsiasi elemento è ricercato, dal materiale utilizzato fino alla produzione vera e propria con l’idea artistica che rispecchia il prodotto finito.

Classe 1984, Sgualdini, con alle spalle un diploma di liceo scientifico e una laurea di primo livello in ingegneria dell’automazione, si impegna dapprima in uno stage all’interno di una grande multinazionale friulana, senza uscirne soddisfatto. Dopo dodici anni come programmatore, si sente richiamato da quello che era stato un lavoro per il bisnonno e una passione per il nonno: la lavorazione del legno.

Un materiale che lo stesso Simone definisce «affatto povero, seppur in tanti pensino lo sia. È un materiale nobile e molto malleabile». Così, nel 2022, esattamente il 1° gennaio, viene inaugurato “Il nido del Picchio”, luogo nel quale l’estro artistico e la maestria tecnica si uniscono nella creazione di numerose vere e proprie opere d’arte.

«Il mio progetto – racconta Simone – non era quello di costruire mobili ma oggetti ben più piccoli e “meno utili”. Soprattutto all’inizio ho accettato vari appalti che esulavano dalla mera arte ma, si sa, bisogna un po’ farsi conoscere e portare a casa il pane. Ho deciso da quest’anno che la mia produzione dovrà necessariamente essere indirizzata completamente a quello per cui ho aperto il laboratorio, cioè l’artigianato artistico».

Il percorso prende, poi, una piega diversa grazie ai social. «Lì non solo promuovo me e i miei manufatti, ma spiego quotidianamente quali sono le fasi che portano alla realizzazione di ogni singolo pezzo. Sembra poco, eppure cerco di far capire quanto lavoro ci sia dietro ogni oggetto che si trova qui in esposizione», continua Sgualdini. Sono oltre 50mila le persone che lo seguono su Instagram «dove punto anche a fare educazione sull’importanza di capire il vero valore del lavoro di un artigiano».

Una scelta «non semplicissima: mi aiuta – racconta in un ufficio-negozio nel quale ogni cosa è realizzata in legno – il fatto di avere numerose collaborazioni con aziende italiane che inviano sia utensili che materia prima per creare». Sgualdini è chiaro: «Vengo a lavorare contento, vado a casa contento e per me questa vita è letteralmente un altro mondo rispetto a prima», racconta con il sorriso.

«Quando la gente entra in laboratorio e mi chiede in cosa sono specializzato, rispondo che non sono un falegname, ma un ebanista. Storicamente, il falegname costruisce la struttura del mobile, mentre l’ebanista si occupa della parte estetica, trasformandolo in qualcosa di pregiato», prosegue. «Ora queste distinzioni si sono perse e si usa “falegname” un po’ per tutto»

Tra l’altro, la realizzazione di casa sua, a parte la struttura portante, è opera interamente di Simone stesso, dalle pareti divisorie, al mobilio, ai complementi e alle porte. «È stata lunga, circa dieci anni di lavoro a tempo perso tra la sera e i fine settimana con l’aiuto della famiglia, e non è ancora finita. Eppure è una grande soddisfazione». Un’avventura iniziata nel 2009 con l’acquisto del terreno e proseguita nel 2015 con il primo ingresso in casa.

Tornando al Nido del Picchio, un vera e propria bottega nel quale il tempo sembra scorrere più lentamente, uno degli ultimi lavori realizzati consiste in una targa per una fioreria di recente apertura a Pieris, realizzato prendendo spunto da un biglietto da visita. «Sono anche molto soddisfatto di una piccola libreria ad angolo con a lato un pannello traforato che reca un motivo floreale in stile bambù giapponese rosso su sfondo giallo».

Il bello del lavoro è «che ogni giorno faccio qualcosa di nuovo e non so mai cosa farò domani. È bello vedere le proprie opere decorare il territorio». Il prossimo passo sarà l’apertura di un e-commerce per connettersi in modo ancora più diretto con i clienti che potranno comprare direttamente dalla piattaforma e, in caso, richiedere direttamente qualche modifica personale o richieste particolari».

Volendo parlare di una propria firma artistica, essa «consiste nell’utilizzo e nell’accostamento di essenze lignee diverse, per sfruttare i contrasti cromatici ed esaltare i colori e le venature naturali del legno. Difetti naturali come nodi e spaccature non vengono nascosti, ma al contrario, esaltati e messi in primo piano. Nella zona ci sono già molte falegnamerie, quindi non aveva senso aprire un’attività che coprisse lo stesso mercato».

Ecco, dunque, che Simone decide di concentrarsi «sull’oggettistica e i complementi d’arredo, proponendo qualcosa che non si trova nei negozi. Realizzo oggetti anche molto piccoli – come anelli e penne i cui componenti sono minuscoli. Questo mi consente di ridurre gli sprechi: per me lo scarto non esiste, rimangono da buttare solo trucioli e polvere. Ogni pezzo di legno “di avanzo” viene catalogato e conservato: potrà sempre servire per realizzare una scatolina o altri oggetti. Per le finiture uso principalmente oli naturali, a basso impatto ambientale». E c’è chi, tra amici e conoscenti, tagliando qualche alberatura e ricavandone pezzi un po’ più artistici, decide di portarli da Simone per farli diventare da legna da ardere ad arte.

Simone crede molto nella rete: «Collaboro spesso con altri artigiani, come ad esempio UPSIDU laboratorio di mosaico di Palazzolo dello Stella, con il quale abbiamo creat diverse collezioni in legno e mosaico. Assieme abbiamo organizzato la prima Piccola festa del legno ad Aquileia, ospitata dalle Cantine Ca Tullio a dicembre 2025, e proseguiremo il 12 e 13 dicembre 2026. È necessario valorizzare l’artigianato artistico nella nostra zona. Facendo così potremo aiutare artigiani e artigianato in sé», prosegue.

Volendo entrare nello specifico, il laboratorio propone un’ampia gamma di prodotti e servizi: oggettistica e complementi su misura, taglieri, lampade, targhe, cornici, regali personalizzati e arredi rustici realizzati con attenzione estetica e funzionale. La filosofia del laboratorio è quella di esaltare la natura stessa del legno, sfruttando venature, nodi e contrasti cromatici per creare pezzi unici che rispecchiano la personalità e i desideri dei clienti.

Oltre alla produzione artigianale, Il Nido del Picchio organizza anche corsi pratici di falegnameria, introducendo appassionati e neofiti alle tecniche di lavorazione manuale e digitale del legno, tra cui fresatura CNC e tornitura di penne.

Negli anni l’attività è diventata un punto di riferimento non solo per chi cerca prodotti in legno di alta qualità, ma anche per chi desidera riscoprire il valore del lavoro manuale in un’epoca dominata dalla produzione industriale. L’accoglienza e la cura per i dettagli hanno trasformato il laboratorio in una piccola comunità creativa, pronta ad accogliere idee e progetti su misura.

«Quello che mi colpisce di Simone Sgualdini è la capacità con cui ha trasformato una passione in un vero progetto imprenditoriale», ribadisce Marco Centini, responsabile della filiale di Staranzano della Bcc Venezia Giulia, istituto bancario del quale Simone è socio. «Sgualdini non è soltanto un artigiano: è un creativo che sa unire competenza tecnica e visione artistica, trasformando il legno in oggetti incredibili che raccontano una storia e riflettono la personalità sia di chi li realizza che di chi li acquista. In un’epoca in cui spesso si privilegia la produzione di massa, vedere qualcuno come Simone valorizzare un materiale nobile come il legno e puntare sulla qualità, sul dettaglio e sull’originalità è davvero straordinario e unico».

Un laboratorio che è, per Centini, «una scelta che valorizza l’intero territorio. La scelta di aprirlo al pubblico, di raccontare il lavoro sui social e di organizzare corsi e collaborazioni con altri artigiani dimostra un approccio strategico: fidelizza i clienti, crea una rete locale e allo stesso tempo sviluppa nuovi canali di vendita. Simone ha deciso di non guardare solo al presente ma di costruire un progetto che dura nel tempo, investendo in formazione, in collaborazioni e nella propria comunità. Il Nido del Picchio crede nella solidità di un’attività capace di unire passione, qualità e innovazione, elementi che sono alla base di un’impresa sana e duratura e che sono condivisi pienamente dal nostro istituto. In un mondo dove spesso si parla di numeri e performance, è raro incontrare imprenditori che riescono a combinare cuore, talento e strategia economica in maniera così naturale. Simone è uno di quelli».


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